

La felicità è tale solo se condivisa
Chi è Sara Allegrini
Sara Allegrini è nata e vive a Perugia. Laureata in filosofia morale, insegna da oltre vent’anni filosofia e scienze umane nei licei. Scrittrice di libri per ragazzi, con La rete (Mondadori, 2019) ha vinto il Premio Orbil 2020. Mina sul davanzale (Itaca, 2017) ha ricevuto il Premio Selezione Bancarellino nel 2018. I suoi ultimi due romanzi, Abisso (Itaca, 2023) e Asylum (Itaca, 2025) sono stati selezionati tra i venti libri finalisti del Premio Bancarellino nel 2024 e 2026. Per Einaudi ha pubblicato Léon e con Edizioni Il Castoro Come inchiostro nell’acqua.
Abstract dell’intervento
La relazione con gli altri
L’uomo è davvero un essere socievole, come sostiene Aristotele, o è un “lupo” per l’altro uomo? L’altro è un dono o una “croce”, come afferma Tommaso d’Aquino? Si vivrebbe meglio da soli, o l’altro mi è necessario? La storia di Christopher McCandless, adolescente inquieto, risponde forse a queste domande, e la conclusione è che la felicità è tale solo se è condivisa. Ma quanto ci fidiamo degli altri? Cercheremo una risposta attraverso due esperimenti/laboratori, con la partecipazione dei ragazzi: l’enigma del condannato, e il cosiddetto “esperimento del portafoglio”. Scopriremo che forse non è Spencer, col suo darwinismo sociale, ad avere ragione: non è il più forte che sopravvive, ma il più collaborativo, secondo i recenti studi di Michael Tomasello. Ma come ci si relaziona con gli altri? Attraverseremo più piani: la relazione con la società in senso ampio e il rispetto delle regole (argomento centrale del romanzo “La rete”), la relazione con il prossimo e la relazione con i genitori (facendo riferimento alla fiaba di Pinocchio e alla vita di Francesco d’Assisi, “adolescente inquieto” in cerca del suo senso; e alla resistenza al conformismo), riflettendo sul valore e applicabilità delle massime evangelica e kantiana del “non fare agli altri quello che non vuoi sia fatto a te” e del “agisci considerando l’altro sempre come un fine e mai come un mezzo”.
La relazione con sé stessi
“Perdonati, amati, e trova te stesso e il tuo senso”. Il punto di partenza per una serena relazione con gli altri è avere conoscenza ed equilibrio di/in sé stessi, e amarsi per ciò che si è (la proposta di Jung di conoscere e ammettere la propria ombra e di essere consapevoli le proprie maschere, è valida?). Se siamo amati, possiamo amare, ma cosa significa veramente amare? Forse scoprire i propri talenti, per metterli al servizio degli altri, sfidando anche le regole, come dimostrano adolescenti coraggiosi, come Sophie Scholl. L’uomo è l’unico essere che si pone il problema del senso (la risposta di Viktor Frankl al problema del senso e il vuoto di senso come male della società contemporanea): per essere felici, con noi stessi e con gli altri, è necessario autorealizzarsi, ma per farlo dobbiamo sapere chi siamo e cosa vogliamo, e impegnarci per divenire ciò che vogliamo essere.
Data
24 febbraio 2027
ore 9:30
Luogo di svolgimento
Auditorium San Domenico – Foligno
